venerdì 26 settembre 2014

PHURO! IL MANTRA DELLA QUINTA DIMENSIONE

"Non limitarti a praticare l'Arte: scardinane i segreti.
Solo così otterrai la conoscenza per sfiorare il divino".
Ludwig van Beethoven


Baul


Devi scardinare i segreti dell'Arte per avvicinarti al divino, dice Beethovan.
Strano verbo scardinare, mi faceva notare Andrea Pagano,
I segreti  di solito, si svelano, si sussurrano, si confidano.
Scardinare ha qualcosa di violento, di innaturale, quasi.
Mi ha mostrato anche una foto, Andrea, rappresenta gli antichi ideogrammi cinesi per Musica e per Medicina. 
Nel  primo sembra  di riconoscere un uomo che suona due tamburelli, immagine che torna identica nel secondo, con l'aggiunta di due tridenti con la punta in alto:




Interessante, vero? 
Sembra quasi che per i cinesi la medicina derivi dalla musica. anzi sia la musica con un qualcosa che conduce verso l'alto.
O magari volevano intendere che la Medicina è Musica con un attenzione particolare rivolta verso il divino.
Chissà.
Appena ho letto la frase di beethoveen sullo Scardinare i segreti mi è venuto in mente il Phuro mantra della tradizione Nath.
I Phuro sono Mantra "violenti", immediatamente realizzativi.
Anzi Phuro (o Furo!) è di per se un mantra realizzativo, 
Babaji di Haidhakhan lo recitava spesso.
Il Phuro mantra più potente, a detta dell'Acharya Sri Shastrji Vishnu Datt Mishra, è Pinda Kacha Shabda Sacha


Shastriji


Tutto l'insegnamento del Santhana Dharma, la "Filosofia perenne" che sta alla base dello Yoga, sarebbe racchiuso in queste quattro parole che solitamente vengono tradotte così:
"il corpo è perituro, il Verbo è eterno".
L'insegnamento è chiaro, ed in linea con ciò che dicono le maggiori religioni e tradizioni filosofiche.
Ma perché dovrebbe essere un mantra immediatamente realizzativo? Un mantra cioè che ha un effetto immediato sul corpo, la psiche e la percezione della realtà? "Polvere eri e polvere ritornerai", "ricordati che devi morire", "il corpo è Impermanenza".... conosco centinaia di persone che leggono, scrivono e dicono cose simili, ma nessuna di loro mi ha mai parlato di modificazioni della realtà percepita, del corpo o della mente ottenute grazie a quelle parole.
Magari, ho pensato, il mantra ha anche  altri significati e, magari tra virgolette, ha delle"valenze operative"  più o meno nascoste.
Ho cercato, per gioco, di tradurre da solo, cosa meno facile di ciò che sembra perché quando si parla di Nath non si capisce mai se le parole siano scritte e recitate in sanscrito, in hindi, o in qualche strano dialetto del Rajastan e dell'Himalaya.
Cominciamo con  पिण्ड piṇḍa che in sanscrito significa:
 denso, compatto e per analogia, indica la materia, l'uovo, la carne e il corpo fisico.
Quindi Corpo come traduzione ci sta.
Però nello yoga vuol dire anche potere, è un suono particolare  e a quanto so in alcune scuole, come ad esempio la via di Sai Baba di Shirdi e di Guru Nanak, Sant Mat o Surat Shabda Yoga  indica anche l'insieme dei sei chakra e le divinità che li "governano":  Ganesha, Giallo, al primo chakra, Brahma, Blu al secondo, Vishnu Blu al terzo, Shiva Bianco Lunare
  al cuore, e Paramatman al punto in mezzo alla fronte (NB:le divinità associate ai chakra mutano a seconda delle scuole, ma in questo momento penso non sia importante mettere l'accento sulle differenze).
La seconda parola dovrebbe essere कच  kaca che in sanscrito significa cicatrice, "orlo di un vestito", nuvola e suona simile alla parola Hindi कचरा kachara che significa immondizia.
Ho trovato anche  खचर khacara che in sanscrito definisce tutto ciò che è aereo, volatile, impalpabile (le nuvole, le fate, gli spiriti dell'aria, il vento, il librarsi in volo).
Per ciò che riguarda शब्द  śabda, che viene tradotto con "Verbo", so che, a prescindere dal significato letterale, è la "stoffa con cui sono fatti i suoni", la radice di tutte le vibrazioni, Il suono sacro    non udibile, nello stato, cioè, che precede la manifestazione.
L'ultima parola è Sacha  e sviscerare tutti i suoi significati può essere assai interessante.
Potrebbe essere legato al sanscrito शाश्वत śāśvata, traducibile con perpetuo, eterno, ma è anche:
un luogo fisico (la valle montana di Sacha, in Pakistan), un lignaggio shaiva (shivaita), uno dei nomi con cui viene chiamato Shiva (sacha o Sachi) e, secondo me,  è anche, una trascrizione non correttissima della parola सच्चा  sachcha che vuole dire puro, genuino, autentico.


 Il Lingam di ghiaccio della Grotta di Amaranath

Nel Surat Shabda Yoga Sach Khand è "LA VERA CASA", la dimora dell'essere supremo, raggiunta la quale l'anima individuale "si discioglie in Dio come una goccia nell'oceano".
Ricapitoliamo un po':
1)Babaji di Haidhakhan ripeteva spesso "PHURO!" parola che è sia un mantra  sia una categoria di  mantra in grado, si dice, di modificare immediatamente Corpo Parola e Mente.
2)Il Phuro Mantra per eccellenza, essenza del Sanathana Dharma o Filosofia Perenne" sarebbe Pinda Kacha Shabda Sacha, che viene tradotto con "il corpo è perituro, il Verbo è immortale".
3)Per gioco ho cercato delle interpretazioni diverse, cercando i significati delle singole parole e mi sono imbattutto nel "Sant Mat"o "Via dei Santi" o  "Surat Shabda Yoga" lo yoga di Sai Baba di Shirdi e di Guru Nanak basato sulla legge della vibrazione universale,




Nel Surat Shabda Yoga si parla di nove dimensioni di esistenza, ognuna delle quali caratterizzata da una luce e da un suono, particolare, che rappresentano nove tappe del viaggio verso la conoscenza assoluta..

Nella prima dimensione, o livello, chiamato Pinda, troviamo l'essere umano inteso come Corpo, Parola e Mente, l'insieme di corpo fisico e corpo sottile, con i sei chakra maggiori (perineo, genitali, ombelico, cuore, gola, punto tra le sopracciglia) che corrispondono ciascuno ad una delle note della scala indiana (SA-RE-GA-MA-PA-DHA-NI) e, mi pare, al canto di un animale (Pavone, Toro, Capra, Colomba, Cuculo, Cavallo, Elefante).

La seconda dimensione (la prima spirituale) è Anda, il piano astrale corrispondente al "Chakra dei Mille Petali": è  il regno dei Cieli, delle Stelle, e delle Lune,in cui risuonano  Campane e Conchiglie.

La terza dimensione  è Brahmanda, o Trikuti, "residenza della Mente", luogo del Sole nascente (Luce Rossa) e delle montagne dorate (Meru, Kailash...) e qui si odnoo invece tamburi e  rombi di tuono.

La quarta dimensione è Daswan Swar, il regno di Parabrahman, luminoso più di mille lune e corrisponde all Amritsar o  Mansarovar, il Lago di Shiva, dove i risuonano gli strumenti a corda, il Sarangi e il Sitar.



 Qui spesso si interrompe (così mi pare dica Babaji) il cammino degli Yogin, anche dei più grandi, perché si accede al Tibar Khand o Maha Sunna  il regno di Maha Kaal, il "Terribile Guardiano della Porta".
Maha Sunna è il luogo del " VUOTO NERO" e del Silenzio, la dimora delle tenebre. La "Ruota di Maha Kaal" schiaccia tutte le anime, anche le più nobili, e, le rispedisce nel Samsara, la Catena delle rinascite.
Maha kaal è terribile, mangia tutti, dice ancora Babaji, ma è anche un maestro: solo lui può dare le istruzioni necessario per accedere alle dimensioni superiori. istruzioni che non possono essere né dette né scritte.

Al di là dell'Inferno Silenzioso si accede al Regno celeste vero e proprio.
Siamo nella  quinta dimensione ( il quarto piano  spirituale) detta  Bhanwar Gupha o "Caverna Vorticosa". Qui l'anima ascolta quattro diverse melodie suonate da flauti invisibili ed ha la visione di cinque universi a forma d'uovo, ognuno di un colore diverso, rette da quattro diverse divinità.
E' in  Bhanwar Gupha che si realizza veramente l'identità dell'essenza "umana" e dell'essenza divina.

La sesta dimensione (quinto piano spirituale) è Sach Khand, la vera dimora di Shiva,. La musica predominante è quella del Titti, una specie di cornamusa, e del Vina lo strumento a corde con il quale è tradizionalmente rappresentata  Sarasvati, della della Musica e della Conoscenza.



Questo è il luogo del Nirvana, ma il viaggio dell'anima, a quanto pare non si è ancora concluso, ci sono altre tre dimensioni, chiamate Alakh o regno del Primo Suono (Adi Shabda), Agam, il regno del "Suono senza Suono" e  Anami, letteralmente Il Senza Nome, il "REGNO DELLA MERAVIGLIA".....
Interessante, vero?
Per me il mantra di Babaji,.a questo punto, assume un significato un pochino diverso:  
Pinda Kacha Shabda Sacha.
Il corpo fisico (corpo, parola, mente) del praticante (PINDA) per raggiungere la "Vera casa (SACHA) deve volare, viaggiare attraverso le dimensioni  (KACHA) seguendo la musica/vibrazione (SHABDA)"..
Chissà, forse viaggio troppo con la fantasia. mi pare, addirittura, che anche  i due ideogrammi cinesi e la frase di Beethovan che mi ha segnalato il mio amico Andrea, suggeriscano un percorso identico, un viaggio verso il divino ("medicina= guarigione dell'Anima") attraverso la Vibrazione, se si cercano le coincidenze, i segni divini e le analogie  si  finisce, ahimé, per trovarli dappertutto, la verità non dipende mai dalle cose, ma da chi le osserva.

PHURO!





"Non limitarti a praticare l'Arte: scardinane i segreti.
Solo così otterrai la conoscenza per sfiorare il divino".
Ludwig van Beethoven





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