martedì 2 dicembre 2014

L'AGASTYA SAMHITA E I FRATELLI GRIMM




Sapete cosa è l'aeroplanino di Saqqara?
Si tratta di un giocattolo del III secolo a.C trovato nel 1891 in una tomba egizia.
Se si dice che un aeroplano gli scienziati ridono.
E la maggior parte di noi ride insieme a loro
 -"Maddai! ma non lo vedi che un uccello fatto male!"- 
In realtà a guardarlo bene, per essere un uccello ha le ali un po' strane.
La coda poi...sembra un timone...però, noi  sappiamo con certezza che  sono stati i fratelli Write i primi  a far volare un aereo, nel 1903.
Ce lo insegnano a scuola, lo vediamo nei film  e ce lo ripete continuamente Piero Angela quindi  l'aereo di Saqqara  non può essere un aereo.
Però a pensarci è strano: noi non c'eravamo mica in Egitto nel III secolo a.C.! e nemmeno Piero Angela.
Eppure se ci fanno vedere l'aereo di Saqqara non abbiamo nessun dubbio: -" Sicuramente è un uccello fatto male"- 
Il problema (che di problema si tratta) è che da piccoli ci insegnano a delegare la conoscenza, a fidarci ciecamente di chi  ci viene presentato come persona  "autorevole".
In altre parole ci programmano, alterando la nostra capacità di discriminare tra vero e falso, tra giusto e sbagliato, tra bello e brutto.



Da piccolo avevo  la vaga sensazione  che i libri di storia antica  fossero  affidabili come le favole dei fratelli Grimm.
Ora so che non è così.
C'è più verità in  Biancaneve e Cenerentola che nei testi scolastici.
Quello che sto leggendo adesso ne è una prova lampante.
Si tratta di una versione, dicono del VI secolo a.C. di un libro del Maharishi Agastya: l'Agastya Samhita.
L'autore, sconosciuto a chi non ha confidenza con lo yoga e con l'induismo, è uno dei più famosi Guru dell'India del Sud, citato nel Ramayana, nel Mahabharata e in mille altre storie.



Ho provato a tradurre alcuni sutra da solo, e il risultato è sconvolgente.
Ovviamente la mia mente condizionata ha cercato di arrampicarsi sugli specchi, facendomi pensare a miei errori di traduzione (possibilissimo...), ad una burla ben congegnata, ad un falso clamoroso.
Ma alla fine, dopo aver visitato un centinaio di siti in lingua inglese, mi sono dovuto arrendere all'evidenza,il testo è autentico, e secondo alcuni potrebbe essere una versione recente (500-600 a.C.!) di un manuale tecnico per ingegneri scritto almeno 5.000 anni fa.
Riporto qui la traduzione accompagnata dal testo in devanagari e dalla traslitterazione Iast, per permettere eventuali verifiche.
Il testo originale si può scaricare  QUI in pdf 




"Prendi un vaso di terracotta, stendici un foglio di rame, e mettici il Solfato di Rame . Poi, spalma con segatura bagnata, mercurio e zinco. Quindi, se si uniscono i fili, si produrrà una energia (Tejas) chiamata Mitravaruna. Questo porterà alla scissione dell'acqua in Prana vayu e Udana vayu. 
Una catena di un centinaio di vasi produce  una forza molto attiva ed efficace. Udana Vayu così prodotto può con la giusta tecnica essere  immesso in un panno a tenuta d'aria. Così grazie all'azione antigravitazionale di  Udana vayu, è possibile costruire una struttura in grado di volare in aria " 



संस्थाप्य मृण्मये पात्रे ताम्रपत्रम् सुसंस्कृतम् ।
छादयेत शिखिग्नीवेनार्दाभिः काष्ठपांसुभिः ॥

दस्तालोष्ठो निघातव्यः पारदाच्छादितस्ततः ।
संयोगात जायते तेजो मित्रावरुण संज्ञितम् ॥

अनेन जलभंगोस्ति प्राणोदानेषु वायुषु।
एवम् शतानाम् कुंभानाम् संयोगः कार्यकृत्स्मृतः ॥

वायु बंधक वस्त्रेण निबद्धो यंमस्तके l
उदान: स्वलघुत्वे बिभर्त्याकाश यानकम ll


saṃsthāpya mṛṇmaye pātre tāmrapatram susaṃskṛtam । chādayeta śikhignīvenārdābhiḥ kāṣṭhapāṃsubhiḥ

dastāloṣṭho nighātavyaḥ pāradācchāditastataḥ । saṃyogāta jāyate tejo mitrāvaruṇa saṃjñitam


anena jalabhaṃgosti prāṇodāneṣu vāyuṣu। evam śatānām kuṃbhānām saṃyogaḥ kāryakṛtsmṛtaḥ


vāyu baṃdhaka vastreṇa nibaddho yaṃmastake l udāna: svalaghutve bibhartyākāśa yānakama




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