martedì 30 dicembre 2014

L'UTILIZZAZIONE DELL'ORGASMO NEL TANTRISMO




"Il fuoco è il Cielo.
Il sole è la legna che arde e i suoi raggi sono fumo.
La fiamma è il giorno, le braci sono la luna e le scintille stelle.
E' in questo fuoco che gli dei sacrificano la fede.[.......]

Il fuoco è la Donna.
Il pene è la legna che arde e il desiderio che stordisce è fumo.
La fiamma è la Sua vagina
L'unione è la brace e l'orgasmo la scintilla che ravviva.
E' in questo fuoco che gli dei sacrificano lo sperma.
E' da questa offerta che sorge la vita
."

(chandogya upanishad V, 4 - 8;)








KUNDALINI

Molti autori moderni parlano del risveglio di kundalini come di un evento eccezionale, sperimentabile solo dopo lunghi anni di pratica assidua e/o per intercessione della divinità.
E' falso: nell'essere umano kundalini si risveglia di continuo.
Ogni volta che in seguito ad una forte emozione si verifica un abbassamento del livello di coscienza accompagnato dall'unificazione delle energie del corpo, si assiste al "Risveglio di kundalini". 
Quando la paura, la rabbia, l'odio, la passione, il dolore, il piacere, le droghe limitano o paralizzano l'attività della mente "raziocinante" la "serpentessa" tira fuori la testa dalla sua casa triangolare e trascina i suoi figli (i soffi vitali, i vayu) là dove è richiesto un surplus di energia.
Chi è preda di un'emozione incontrollata è capace di gesti impensabili in condizioni ordinarie: la paura può far correre come lepri, la rabbia ci rende forti e feroci come tigri, l'amore ci rende leggeri ed eleganti come ninfe dei boschi. 
E' un fenomeno sperimentato e sperimentabile da chiunque.
Il fine dello yoga non è risvegliare kundalini, ma "convincerla a cambiar casa", a stabilirsi in un luogo diverso del corpo per poi ripetere, volontariamente, il processo della creazione.




In teoria si può "lavorare"su kundalini partendo da una qualsiasi emozione intensa. Esistono tecniche assai efficaci basate sulla paura (come l'iniziazione della morte, praticata anche dalle SS, che consiste nel chiudere il praticante in una tomba, al buio, senza viveri e con poco ossigeno) o sulla rabbia o sul disgusto ecc..., ma la via maestra è quella dell' Eros, perché il desiderio, potenza creatrice della divinità, pervade l'intera manifestazione.






Per il tantrismo l'esistenza è il frutto dell'unione delle potenze originarie, l'orgasmo divino.. Sul nostro piano di esistenza l'orgasmo, riflesso della beatitudine suprema, può divenire uno strumento di liberazione.



RUOLO DELLA DONNA

Nella vita ordinaria l'essere umano ha almeno tre opportunità di sperimentare il samādhi: la morte, lo svenimento e l'orgasmo, che, tra i tre eventi. è decisamente il più piacevole. 
 Per uno yogin già il solo riuscire ad "osservarsi", a mantenere un minimo livello di attenzione nel momento culminante dell'atto sessuale, si rivela un esercizio assai utile, ma quello che è essenziale è la comprensione dei processi energetici che si innescano nella donna durante l'amplesso.




Il tantra è frutto di una cultura lontana, forse più antica di quanto potremmo immaginare.
 Alcuni maestri indiani come Satyananda Sarasvati, lo fanno risalire ad un epoca "pre-storica" e il Dalai Lama, quando racconta della nascita di Yeshe Dawa, la prima mitica yogini, parla di migliaia e migliaia di anni prima di Buddha Shakyamuni. 
Di certo il tantrismo proviene da un ambito femminile, o comunque, da una visione del corpo, del sesso e del mondo completamente diversa dalla nostra.




Non è assolutamente facile, oggi, comprendere il ruolo femminile nelle pratiche tantriche: le donne animate dal fuoco del post-femminismo, tenderanno a vederla come soggetto di conoscenza, immaginando la Yogini come una collezionista di orgasmi, una virago finalmente affrancata dal dominio del maschio e vagheggiando una specie di superiorità dell'ex sesso debole. 
Noi uomini, immersi da un paio di millenni nel fango del maschilismo, tenderemo invece a considerare la yogini uno strumento di conoscenza, relegandola sempre e comunque al ruolo di oggetto. 
La verità è che nelle pratiche sessuali tantriche "1+1 è uguale a 3".... "il maschio deve farsi femmina per la femmina ed entrambi devono essere femmina per l'assoluto"






LA YOGINI

La parola yogin indica i praticanti di entrambi i sessi, mentre योगिनी yoginī è l'incarnazione, la forma fisica della Dea, la donna che ha raggiunto lo stato dell'illuminazione e può concederla al suo compagno chiamato, a volte, कन्थाधारिन् kanthādhārin, "sposo dell'amata" o "sposo della sacerdotessa".
 Questa differenza di significato tra yogin e yoginī (il termine maschile indica tutti i praticanti di yoga, quello femminile solo le donne realizzate) riflette le diverse caratteristiche e potenzialità dell'uomo e della donna.
Nel corpo femminile, per lo yoga, non solo i canali energetici sono più morbidi e ampi, ma si trovano tre spazi, detti vuoti creativi, in cui dimorano le "Grandi Madri", la triade delle divinità femminili Hindu:

nella vagina ha sede Uma/Parvati, " Madre del Vuoto", nel cuore Lakshmi " Madre della Luce", e nella gola Sarasvati "Madre del Silenzio"( ovvero dell'eloquenza e della musica). In altre parole se il corpo umano è sempre il tempio della divinità, risulterà più agevole arrivare alle stanze segrete del tempio nel corpo femminile che in quello maschile.

La valenza operativa delle pratiche sessuali dipende in gran parte dalla relazione tra questi "vuoti creativi" (vagina, cuore, gola) dal loro entrare in risonanza durante l'orgasmo.

 corde vocali


IL SEDICESIMO ORGASMO

Percorrendo la via del tantrismo sessuale prima o poi ci imbatteremo in insegnamenti che riguardano la pratica dei 16 orgasmi e dell'eiaculazione femminile. 
E' un argomento delicato, di cui, in genere, si parla solo all'interno particolari sette, logge o gruppi ristretti.
 L'esigenza della segretezza è comprensibile: dagli accenni alle orge rituali o all'utilizzazione dei liquidi genitali che troviamo nei testi di Abhinavagupta o Lalleśvarī (Lalla Arifa, la tantrica kashmira riconosciuta maestra illuminata sia dagli Hindu che dagli Islamici) emerge una visione della donna e della sessualità completamente diversa dalla nostra e quindi, potenzialmente destabilizzante.

Lalleśvarī



I "16 orgasmi" sono collegati alle dee dette नित्य nitya , parola che in sanscrito significa "eterno", "innato", a significare che non si tratta di una tecnica o di un'arte che si possa apprendere, ma di una capacità innata della donna. 
Sono chiamati anche कला kalā, come le fasi lunari.
Parola strana kalā, ha così tanti diversi significati da rendere quasi incomprensibili le frasi in cui compare. 
Si può tradurre con: "arte","talento", "destrezza", "barca", "sezione", "purezza", ingenuità", "embrione umano" ecc. ecc. ecc...
Per lo yoga, che ha un proprio linguaggio tecnico, un proprio gergo, indica contemporaneamente il numero sedici, le fasi lunari e le sillabe inscritte nei petali dei cakra.


Per comprendere e valenze operative dei "16 orgasmi" bisogna considerare che lo yoga è strettamente collegato con l'astronomia Hindu, ed in ogni cakra, in ogni canale energetico "risuonano" determinati corpi e fenomeni celesti.








A livello energetico un cakra è diviso in tre parti: कला kalā, नाद nāda ("suono", "scampanellio", "ruggito") e बिन्दु bindu (perla, "goccia", "punto").
Le kalā sono le vibrazioni corrispondenti alle diverse fasi dei corpi celesti e sono indicate dalle sillabe inscritte dei petali.
Le sedici fasi lunari, ad esempio, sono espresse dalle 16 sillabe del cakra della gola (che quindi nell'organismo assume il ruolo della LUNA).

aṃ āṃ iṃ īṃ uṃ ūṃ ṛṃ ṝṃ eṃ aiṃ oṃ auṃ aṁ aḥ





Così come le dodici fasi solari saranno espresse dalle 12 sillabe inscritte nei petali del cakra del cuore (che nell'organismo va ad assumere il ruolo del SOLE):

kaṃ khaṃ gaṃ ghaṃ caṃ chaṃ jaṃ jhaṃ ñaṃ ṭam ṭham

I nāda sono invece invece le "risonanze" della volta celeste, ovvero le vibrazioni corrispondenti ai gradi dell'ECLITTICA, la circonferenza immaginaria sulla quale sono poste le stelle fisse. Nello yoga l'eclittica viene identificata con la dea dell'alba, chiamata uṣā o marīci che significa "luce delle stelle" o "raggi luminosi".




Visto che si tratta di una circonferenza, i raggi che raggiungono e "risuonano" nel corpo umano saranno 360, come i gradi della circonferenza, e in ogni cakra risuonerà un numero diverso di raggi (nāda) corrispondente all'influenza dei corpi celesti compresi in quel particolare tratto dell'eclittica.
Nel cakra della fronte risuonano 64 raggi, alla gola 72, al cuore 54, all'ombelico 52, ai genitali 62 e al perineo 56.




la terza parte del cakra, il bindu, posto al centro del fiore di loto
(rappresentato dai bija mantra haṃ yaṃ raṃ vaṃ laṃ...) rappresenta invece la risonanza di fondo dell'universo, l'eco della creazione, ed è direttamente in contatto con il canale mediano, posto al centro della colonna vertebrale e costituito da tre canali, uno dentro l'altro (o uno a fianco all'altro secondo alcuni autori), chiamati suṣumṇā, vajra e citriṇī
Banalizzando un po' si può dire che il canale più interno, citriṇī, è la via "sottile come il filo del ragno", lungo la quale deve risalire kuṇḍalinī, mentre vajra è il canale "sottile come un capello" che congiungendo il glande ( sia del clitoride che del pene) al punto in mezzo alle sopracciglia fa scorrere l'energia sessuale tra i genitali e la fronte (epifisi).




Per comprendere la "tecnica dei 16 orgasmi " bisogna riconoscere la simmetria tra gola e Vagina, e sviscerare la complessa simbologia di viśuddha cakra.
Lo yoga lavora sulle simmetrie del corpo. come quelle che riguardano l'anatomia delle braccia e delle gambe (Omero-Femore, Gomito-Rotula, Ulna/Radio-Tibia/Perone, Polso-caviglia....) .







La somiglianza tra corde vocali e geniyali femminili  è impressionante,  e  non si tratta solo di un'analogia formale. 
Come possono facilmente verificare ostetriche e ginecologhe, c'è un collegamento diretto tra i suoni emessi dalla donna e la forma assunta dalla vagina nel parto come nel coito. 
Anche se può apparire bizzarro, le sedici kalā del cakra della gola, ovvero aṃ - āṃ - iṃ - īṃ - uṃ- ūṃ - ṛṃ - ṝṃ - eṃ - aiṃ - oṃ - auṃ - aṁ - aḥ, non sono altro che i gemiti di piacere emessi dalla donna durante il rapporto sessuale e corrispondono, per lo yoga, a sedici diverse condizioni della vagina. 
I nomi che gli autori tantrici danno alle kalā del cakra della gola sembrano tratti da un film a luci rosse: 
आं āṃ è detta bhagamālinī, la "vagina inghirlandata", 
इं iṃ è nityaklinna," l'eternamente bagnata", 
उं uṃ è vahnivāsini , "vestita di fuoco" ecc. ecc...




I TRE VUOTI CREATIVI

La vagina e la gola sono due dei tre vuoti creativi esistenti nel corpo della donna.
In pratica  significa che nell'orgasmo la donna (a differenza dell'uomo, che, di solito, è concentrato solo sul pene) è in grado di far vibrare contemporaneamente GOLA, CUORE e VAGINA. 
Il suono emesso dalla donna è contemporaneamente espressione del piacere e del VERO SE', la DEA, Perchèla Donna è la Dea,ma bisogna ricordarglielo ed insegnarlo al suo partner perché niente è così lontano dalla nostra cultura del sesso tantrico. 
Da un lato la colpevolizzazione del piacere, insita nella morale cattolica, crea blocchi fisici e resistenze psicologiche e conduce spesso alla perversione.
Dall'altro l'eccessiva disinvoltura dei costumi porta alla banalizzazione dell'eros, rendendo difficile, se non impossibile l'accesso alla dimensione del sacro.



Ma torniamo all'aspetto "operativo". una delle principali differenze tra orgasmo maschile ed orgasmo femminile è l'assenza nelle donne del cosiddetto periodo refrattario. 
Ogni donna non affetta da particolari patologie o da blocchi di natura psicologica, è, potenzialmente, pluri-orgasmica, può, cioè, avere più orgasmi, anche a breve distanza l'uno dall'altro, durante un rapporto sessuale. 
L'uomo invece, dopo l'eiaculazione, ha quasi sempre un calo di desiderio e di energie fisiche e prova dolore e fastidio se gli stimolano i genitali. 
Ho scritto quasi sempre perché nel caso di un anomalo funzionamento della ghiandola pituitaria (epifisi) il periodo refrattario scompare anche negli uomini.
Dal punto di vista tantrico potremmo dire che vajra nadi, il canale che congiunge il glande del clitoride e del pene alla ghiandola pituitaria, nelle donne è naturalmente aperto e negli uomini no.
Esiste poi un altro canale sottile che collega il punto in mezzo alla fronte alla gola tramite un cakra "segreto" posto nel palato molle, detto talu cakra o lalanā cakra. attraverso il quale l'energia che arriva alla fronte attraverso vajra nadi, può ridiscendere al cakra della gola e al cakra del cuore.
A questo punto possiamo tirare le prime conclusioni.
Abbiamo visto che il cakra della gola ha sedici petali e 72 raggi




e si è detto che per la donna, in assenza di particolari patologie o blocchi psichici, è naturale avere più orgasmi duranti un rapporto sessuale. 
Se fosse una praticante di yoga, in grado di percepire e utilizzare le energie sottili, mantenendo con l'aiuto del partner, un minimo di consapevolezza potrebbe, forse, riuscire a "INDIRIZZARE LA VIBRAZIONE DELL'ORGASMO VERSO I PETALI DAL CAKRA DELLA GOLA", attivando, per così dire, (in senso orario...) un petalo ad ogni orgasmo. 
Una volta attivati tutti e sedici i petali, in teoria, avrebbe la possibilità di accedere al potere creativo dei 72 raggi (marīci) entrando, per così dire, in risonanza con le stelle fisse....

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