mercoledì 9 settembre 2015

ADVAITA VEDANTA: LE QUATTRO DIMORE DELL'ESSERE

Alzi la mano chi non ha mai avuto sogni o visioni di vite precedente.
Alzi la mano chi non ha mai pensato,una volta nella vita, di essere stato cento o mille anni fa un re, un guerriero, una maga, un brigante o una prostituta.
La maggior parte di noi crede nella re-incarnazione, la possibilità dell'individuo di vivere in epoche diverse e in corpi diversi, nell'ambito di un processo evolutivo definito karma.
E tutti noi crediamo che Karma e re-incarnazione siano i pilastri delle filosofie orientali.
In effetti è così, ma anche no.


Per il Buddismo tantrico tibetano, ad esempio, in genere non ci si reincarna, ma si RINASCE.
I re-incarnati autentici sono pochini, sono quelli che, riconosciuti come tali, vengono insigniti del titolo di Tulku.
Ma in tutte le filosofie orientali, se si studiano con attenzione, il discorso della re-incarnazione è un tantino è più complicato di quello che si crede comunemente.
Nel continente indiano si parla ad esempio di ALAYA, un gigantesco serbatoio di esperienze al quale è possibile accedere per connettersi con questo o quel maestro, con questa o quella idea. 
I ricordi di vite precedenti, le suggestive visioni che ci proiettano in un passato mai vissuto in realtà non apparterrebbero alla nostra anima individuale, ma all'universo, anzi all'Essere.
La teoria  delle vite successive intese come una specie di scuola in cui si è promossi o rimandati fino al momento dell'illuminazione è riservata alle religioni i cui intenti, in genere, sono consolatori: se uno ha una vita sfigata non gli puoi mica dire che alla morte, a livello individuale, finisce tutto!
Né che rischia in una successiva, possibile ma poco probabile incarnazione, di incontrare la stessa sfiga che lo ha tormentato qui ed ora.
L'evoluzione è un concetto umano e l'Universo non è che prenda troppo sul serio le elaborazioni della nostra mente....
Nello Yoga, e in particolare nell'Advaita Vedanta, a dir la verità c'è si una specie di evoluzione, ma si tratta di un cambio di percezione della realtà manifesta, non di una serie di promozioni dovute a meriti particolari.



Si dice, nell'Advaita Vedanta che l'Uomo abiti in quattro case contemporaneamente. 
La prima, che abita e "vive" allo stato di veglia, è la dimora del corpo fisico

La seconda, stato di sogno è la dimora del corpo psichico.


la terza,  stato di sonno profondo è la dimora del corpo causale


e la quarta, la più misteriosa la dimora del corpo germinale




Il corpo psichico ha a che vedere con ciò che alcuni chiamano anima pur non coincidendo propriamente con essa. 

Il corpo causale con ciò che alcuni chiamano spirito. 
Quando si parla di ascesi, di salita, di scalata si parla per metafore, si usano parole che come tali, appartenendo alla sfera del fisico, non possono che dare un'idea approssimativa della realtà delle altre "dimore". 
Forse, più che di ascesa termine che presuppone la verticalità di un percorso, (quello che va  dalla prima alla quarta dimora) che non può avere coordinate spaziali o temporali, dovremo parlare di successive dissoluzioni e manifestazioni. 
Il corpo psichico ad esempio, tende "naturalmente" a manifestarsi nel fisico. 
Ma si devono sciogliere degli accumuli di grasso, dei detriti. 
Occorre sciogliere dei nodi (granthi)

Potremmo considerare il corpo fisico come una maschera che si è incollata al volto del mascheraio, una maschera che insieme vela ed esprime.
E' impossibile strapparla in una volta sola (cioè è possibile forse con l'uso di certe sostanze psicotrope e con certe pratiche sciamaniche, ma nella maggior parte dei casi ciò conduce alla follia o alla morte prematura) e quindi si procede ad un lavoro certosino lungo, anni, decenni o eoni(!) 
Immaginiamo che il corpo psichico sia una sostanza liquida e luminosa, l'acqua di vita di cui parlano molti testi. 
Il lavoro di scioglimento dei nodi provoca a volte delle fuoriuscite di "acqua di vita" che si manifestano nel corpo fisico. 
Gurdjieff definisce queste fuoriuscite centro magnetico. 
Altri "qualificazione", altri "genio del Buddha", altri voci interiori.
Il termine campo magnetico non è male, perché in effetti queste fuoriuscite di psichico vengono attratte da manifestazioni simili come i piccoli magneti vengono attratti dai grandi magneti (certo occorre rispettare le modalità positivo-negativo/attivo-passivo ma questa è un altra storia).
Il libro scritto dal maestro o da chi è stato vicino al maestro, quella data tecnica, quel canto, quella persona attrarranno lo yogin "qualificato" , cioè pronto a ricevere "quel particolare insegnamento"come il richiamo attrae le quaglie. 

Le modalità con cui queste "particelle di psichico" vengono attratte da questo o quel ramo tradizionale dipendono da quella cosa che alcuni chiamano ricordi ed altri reincarnazione. 
Ma probabilmente non c'è nessuna reincarnazione come la si intende comunemente. 
Non c'è nessun Paolo che è morto 100 anni fa che si reincarna in un Paolo di oggi. 

E' il karma che si reincarna. 
Sono i residui coscienziali che galleggiano nell'oceano, infinito, dei gesti e dei pensieri (Alaya) che si reincarnano, non l'individuo.

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