mercoledì 9 dicembre 2015

IL VIRUS DELL'IGNORANZA



-"Cosa sono il Kamasutra, l'Ayurveda e la Metafisica?"-
Sono tre libri, ma se provate a chiederlo in giro vedrete che non lo sa quasi nessuno.
Ciò nonostante il numero di coloro che ritengono, in buona fede, di sapere cosa siano il Kamasutra, l'Ayurveda e la Metafisica. è altissimo.
Non sono casi isolati, la maggior parte di noi nelle discussioni da salotto come sui campi di battaglia, difende a spada tratta delle verità inoppugnabili che non hanno origine dall'esperienza diretta, ma dal sentito dire.
Siamo forse degli idioti?
Un po' si e un po' no.
La verità è che siamo vittime di un particolare virus chiamato filtro cognitivo. 
I filtri cognitivi sono le nozioni con cui persone che noi riteniamo autorevoli condizionano la nostra mente e, di conseguenza, la nostra percezione della realtà.
Nell'epoca dell'iper.specializzazione e della parcellizzazione del sapere, siamo così abituati ad accettare come oro colato le parole dei vari "esperti del settore" che  l'idea di verificare le loro affermazioni non ci passa nemmeno per la testa.
Se Piero Angela ci spiega la relatività di Einstein per quale motivo dovremmo far la fatica di studiarcela da soli?
E perché dovremmo andarci a leggere i versi di Dante se Benigni ci racconta la Divina Commedia, in televisione, in modo tanto coinvolgente?
Alla fine le parole degli esperti del settore  si trasformano da opinioni in verità inoppugnabili e, ne sono sicuro, se Einstein venisse in televisione a spiegare  la legge della Relatività criticando le interpretazioni angeliane o Dante prendesse le distanze da Benigni sulle pagine del Venerdì di Repubblica sarebbero presi per cialtroni.
Un esempio eclatante di filtri cognitivi è la Bibbia cristiana, ovvero l'insieme di Antico Testamento, Nuovo Testamento, Atti degli Apostoli e Lettere di san Paolo
La Bibbia è quasi in ogni casa, ma quanti di noi l'hanno letta?
Se chiedete in giro scoprirete che molti hanno letto qualche brano dei Vangeli, pochi la Genesi e praticamente nessuno gli Atti degli Apostoli, l'insieme, degli scritti in cui è raccontata la nascita di Santa Romana Chiesa, ma tutti diranno che sanno perfettamente di che parla la Bibbia.
Affermazione  assolutamente falsa.
Non ci credete?
Incollo di seguito un capitolo, il quinto, degli Atti degli Apostoli (versione CEI - Conferenza Episcopale Italiana 2008) 

5
La frode di Anania e Saffìra
1 Un uomo di nome Anania, con sua moglie Saffìra, vendette un terreno 2e, tenuta per sé, d'accordo con la moglie, una parte del ricavato, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli.3Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ti ha riempito il cuore, cosicché hai mentito allo Spirito Santo e hai trattenuto una parte del ricavato del campo? 4Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e l'importo della vendita non era forse a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Non hai mentito agli uomini, ma a Dio». 5All'udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. Un grande timore si diffuse in tutti quelli che ascoltavano. 6Si alzarono allora i giovani, lo avvolsero, lo portarono fuori e lo seppellirono.
7Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò sua moglie, ignara dell'accaduto. 8Pietro le chiese: «Dimmi: è a questo prezzo che avete venduto il campo?». Ed ella rispose: «Sì, a questo prezzo». 9Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati per mettere alla prova lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta quelli che hanno seppellito tuo marito: porteranno via anche te». 10Ella all'istante cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono morta, la portarono fuori e la seppellirono accanto a suo marito. 11Un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in tutti quelli che venivano a sapere queste cose.



Non so se avete capito: in questo capitolo, il quinto dei 28 che compongono gli Atti degli Apostoli si racconta di due coniugi che, per dare del denaro a Pietro, vendono un terreno di loro proprietà.
Nascondono la metà del ricavato, e metà la mettono "ai piedi degli apostoli", ma a Pietro non basta, vuole anche il resto e quando Anania e Saffira (i due sposi) negano di avere altri soldi a disposizione, si indispettisce per la menzogna, li accusa di avere Satana nel cuore e in qualche  maniera ne provoca la morte.
L'episodio è così grave da diffondere timore "in tutta la Chiesa e in tutti quelli che venivano a sapere queste cose".

Ora, sarò pure scemo, ma mi pare proprio che si stia parlando di come il martire Pietro, fondatore della Santa Romana Chiesa, estorcesse del denaro ai fedeli spargendo paura in nome del Signore.
Ma come? E la misericordia? E il Perdono? E l'ama il prossimo tuo come te stesso? 
Diciamoci la verità: sembra un racconto dell'orrore, con stregoni, maledizioni ed incantesimi. Un racconto che non suscita né gioia né speranza per il Paradiso, ma terrenissima  paura di forze per noi oscure.
Strano vero?
 Questo episodio è  scritto a chiare lettere nel libro più venduto al mondo, la Sacra Bibbia, Come è possibile che nessuno si sia mai fatto delle domande sul suo significato? Semplice: il quinto capitolo degli Atti degli Apostoli è invisibile.
E lo rimarrà sin quando qualche autorevole esperto del settore non si prenderà la briga di spiegarcelo con il bonario paternalismo di Pietro Angela o l'irresistibile simpatia di Benigni.


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