mercoledì 11 ottobre 2017

SCRIVIMI ANCORA! L'OBLIO E LA PROIEZIONE DOPO IL RISVEGLIO DI KUNDALINI




Esattamente 10 anni fa, dopo un periodo assai intenso di pratiche, SVR. un mio allievo, visse delle esperienze che lui stesso definì "Risveglio di Kundalini".
Il brano che segue è la trascrizione di un dialogo, anzi di una parte di un dialogo, che avemmo dopo il suo "risveglio".
Fa parte de "Il Teatro della Memoria",il mio ultimo libro, e penso che il leggerlo possa essere utile, oltre che a me ed SVR, a  chi si occupa di Yoga e di Alchimia interiore, sia nel ruolo di aspirante/allievo che nel ruolo di istruttore.
In molti luoghi si parla di Kundalini, di apertura dei Chakra, di "illuminazione", ma non so se si affrontano temi come quelli che , all'epoca, affrontavamo nel nostro gruppo di "ricercatori della Verità", come amavamo, presuntuosamente, definirci.
La fase di evacuazione che precede certe esperienze, con  sgradevolissimi effetti psichici e fisici, e il fenomeno, apparentemente inspiegabile, della proiezione, a causa del quale l'istruttore o il maestro appaiono improvvisamente, all'allievo, come persone pessime, arroganti manipolatori, truffatori o peggio,  non mi pare siano argomenti molto discussi.
In quel gruppo ne parlavamo, e spesso.
Un sorriso,
P. 




Roma, ottobre 2007
Fai attenzione, Svr.....
Fai attenzione a questi momenti.
Fai attenzione a questi stati.
Ti consiglio di scrivere.
Scrivi tutto ciò che ricordi.
Anche ciò che ti sembra irrilevante.
Devi lasciare una testimonianza, e non solo per coloro che verranno dopo di te e percorreranno il medesimo sentiero, ma anche e soprattutto per te.
Vedi Svr, ci sono dei fenomeni, nella filosofia realizzativa di cui non si parla mai.
Uno è l'evacuazione di cui si diceva con Ciclope e Sisifo, un altro è l'oblio.
Questo stato quasi di ebbrezza o di leggera auto-luminosità, questa sensazione, a tratti, di onnipotenza, se non integrata e stabilizzata svanirà come nebbia al sole.
Resterà un vago ricordo ...o forse il nome dell'esperienza ma non vi sarà niente dietro al nome.
Allo stesso modo la gratitudine e direi l'amore che adesso nutri o dai l'idea di nutrire per me si trasformeranno in qualcosa d'altro, indifferenza a volte.
Raramente, ma accade, fai attenzione, in avversione o addirittura odio.
So che ti sembra impossibile...ma è così che avviene.
Questi stati sono legati ad una risoluzione di determinati contenuti psichici.
L'ego, che si nutre di questi contenuti avverte il pericolo... sente il pericolo di scomparire e, nella smania di sopravvivenza, si aggrappa ai residui di contenuti psichici.
La realtà è diversa da come ce la fa apparire l'ego, ma una visione, seppur minima del reale o anche solo di una possibile altra realtà...più sottile, mette a repentaglio la sopravvivenza dell'ego.
L’ego farà di tutto per ristabilire l'ordine.
Userà l'arma del dubbio.
Queste esperienze che hai vissuto... a casa mia l'altra sera come altrove... sono sicuramente reali sono intense, sono emotivamente coinvolgenti....
Improvvisamente, se non stabilizzate, si trasformeranno in altro.
Arriverai a dubitare che siano accadute o non comprenderai più l'importanza.
Non riuscirai più a mettere in relazione il "nome" dell'esperienza con il tuo stato di adesso. Si tratta di un'alterazione ovvio, ma di un'alterazione che potrebbe guidarti in luoghi in cui Ryu no Kokyu e Sadananda potrebbero guidarti.
Svanirà la sensazione dell'esperienza…è la fase dell'oblio.
Ma nell'inconscio rimarrà un qualcosa, un seme, un segnale di pericolo...
L'ego veglierà con più attenzione e cercherà di mostrarti coloro che adesso dici di stimare e per i quali affermi di provare gratitudine ti parranno, magari , persone mediocri... o manipolatori...o anche peggio.
L'ego vuole ancorarsi alla realtà empirica perché al di là di essa scompare.
Coloro che ti mostrano la possibilità di una diversa percezione della realtà ti appariranno…potranno apparirti… come dei nemici.
E in un certo senso sarà vero.
Ma cerca di scrivere, cerca di ricordare ciò che senti in questo momento...devi ricordare non tanto la "coda del pavone" ovvero i suoni che sembrano nascere dal niente, i colori, la sensazione di leggerezza estrema…ma quella sensazione di...vita, sì, di vita, che sembra emergere dall'interno e che traspare dallo sguardo, intenso e bellissimo con il quale sembri, oggi, vedere il mondo per la prima volta...
Sono due piani diversi, il piano di sogno ed il piano di veglia.... Sono due enti diversi...
Chi ha integrato il piano di sogno e cerca di portare il sonno profondo nella veglia o lo ha già integrato...ilpiano di sonno, perde la memoria recente...la memoria del jīva individuato...
Chi vive certe esperienze ma non le stabilizza dimentica l'intensità ed il valore dell'esperienza che rimangono, certo, nell'inconscio…niente sarà come prima, ma scoloreranno...sembreranno l'eco di un sogno sognato nel sogno...
Questo porta ad un'altra considerazione...
Tentare di condurre un aspirante verso il sentiero...il lignaggio cui appartiene, per un istruttore è spesso causa di sofferenza indicibile.
Gioia immensa nel momento del riconoscimento, dolore nel momento dell'oblio....
Pensa a chi ha amato dell'amore che nulla pretende ed improvvisamente vede distrazione o avversione nello sguardo dell'amata...
Nel mondo empirico è normale... uno se ne fa una ragione, e con il tempo, che qua si dice galantuomo, dimentica.
Ma quando il tempo non esiste o quando i lacciuoli del tempo sono allentati l'amore non cessa.
Lo si rivive ad ogni istante.
Ed ogni istante si ringrazia la Vita per aver permesso una simile esperienza e ci si stupisce dell'oblio altrui....
Chi ha vissuto e stabilizzato certe esperienze nella vita empirica non è un qualcosa di più, è un qualcosa di meno.
È un bambino facile alle lacrime, non attrezzato per affrontare la dinamica dell'oblio.
Neti neti…nedam nedam...non questo non questo....
A son di togliere rimane una ferita insanabile.
Ma anche questo ha un senso.
Si imparano le maschere e si trova la forza per osare il balzo supremo, a volo di rondine, nell'abisso della non dualità.
Cerca di ricordarti questi istanti, Svr...
Tienili cari per l'oblio che, prima di quanto credi, arriverà ridando forma al feticcio dell'io empirico.
Si naviga a vista... si torna sempre al punto di partenza ma ogni volta si è meno pesanti.

Alla fine sarà l'io empirico ad essere un lontano ricordo... forse....

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