sabato 6 gennaio 2018

ESTASI E CONOSCENZA, IL RUOLO DELLA DONNA NEL TANTRA. PREFAZIONE



Siamo in ritardo di due mesi, ma alla fine ce l'abbiamo fatta.
"Estasi e Conoscenza", il libro sul Tantra che abbiamo scritto insieme, la prossima settimana sarà in libreria.
Un parto faticoso, ma nel rileggere la copia di prova che ci ha mandato l'editore,  pensiamo proprio che ne sia valsa la pena.
Ci siamo commossi, ma, si sa,"ogni scarafone è bello a mamma soja". I genitori, quando non li massacrano, sono assai indulgenti con i propri figli.
Per festeggiare l'avvenimento (nuovo anno nuovo libro!) abbiamo deciso di pubblicarne, in anteprima, i capitoli iniziali.
Ogni giorno, da adesso fino alla data effettiva di pubblicazione, posteremo un capitolo del libro, nella speranza che le nostre parole e le nostre storie smuovano in chi legge le stesse emozioni che abbiamo provato noi nello scriverle. 
Buon Anno!
Un sorriso,
Laura & Paolo.



PREFAZIONE
“Coloro che sanno realizzano Amore, 
Solo così la Vita è degna d'esser vissuta […]
Non rifiutare mai l'offerta d'Amore, dice la Legge.”
(Chandogya Upanishad, XIII khanda) 

- “Si passa più tempo a pensare a cosa accadrà dopo la vita che a viverla, la vita”- diceva la coreografa Martha Graham.
Triste, ma vero.
L’Uomo tanto è ossessionato dalla paura della morte e di ciò che dopo la morte l’aspetta, da dimenticarsi di essere nato per danzare la vita.
Prigionieri dell’angoscia cerchiamo, disperatamente, nei preti, nelle chiese e nelle fantasie letterarie, quella risposta facile, facile, che, da sempre, risuona nel nostro cuore, nel sangue, nelle viscere: una volta nato chi può evitare di sparire per sempre?
Se nasci muori.
Lo sappiamo dall’inizio dei tempi, da quando il primo uomo ha aperto la bocca per dire “Io”, eppure la morte continua a terrorizzarci.
E se fosse una scusa? Se ciò che ci spaventa davvero fosse la Vita?

Non ho provato dolore quando sono morti i miei.  Vuoto, questo sì, ma anche tenerezza, tanta tenerezza.
Quando arriva, la morte, è sempre diversa da come te l’aspetti. L’Amore no, l’Amore tra una donna e un uomo intendo. Quando arriva lo riconosci subito, ha il sapore dei sogni di bambino, della favole a lieto fine, dei brividi che ti vengono d’estate, al tramonto, non sai se per il salmastro che ti graffia la pelle o per lo spettacolo del mare in fiamme.
La vita, dice la Chandogya Upanishad (uno dei libri più antichi del mondo), è degna di essere vissuta solo se si realizza Amore, e rifiutare Amore significa andar contro alla Legge, come se l’Universo stesso si nutrisse della Bellezza che nasce nel cuore degli Amanti.
Il problema è che l’Amore finisce, e il ricordo della gioia perduta rende il passo pesante e il sorriso tirato. Si sa: “le cose belle durano poco”, “niente è eterno”, “l’unica realtà è l’impermanenza”, “l’amore eterno non esiste” ecc. ecc. ecc…
E se così non fosse? Nel tantrismo si parla spesso di una terra misteriosa chiamata Uttarakuru, i cui abitanti vivono, l’uno per l’altra, nella Beatitudine Suprema per diecimila anni. Passano la vita a far l’amore, a cantare e a danzare per ringraziare gli dei della gioia loro concessa.
Poi Garuda, la grande aquila, annunciata dal rombo di mille tuoni, scende dal Cielo più alto, li invita a salire sulla sua schiena poderosa, e li accompagna sulla vetta del Monte Meru.
Una leggenda, come quelle di Shambala o del Paradiso Perduto ma secondo noi dietro ogni mito, ogni leggenda si nasconde un fondamento di verità.
La favola di Uttarakuru, tanto viva nello yoga indo-tibetano, ci suggerisce, forse, che l’Amore degli amanti è una via per la realizzazione, uno dei sentieri che possono portare l’essere umano lontano dall’ansia di incompiutezza che lo affligge.
Quella della Infinita Beatitudine è una terra, irraggiungibile in treno e in aereo, e questo forse vuol mostrarci che la via degli Amanti è difficile da intraprendere. Ma, un momento! Se è così perché ci sentiamo tanto a nostro agio nell’Amore? Perché ci sentiamo a casa?
Non sarà che è la nostra dimora originaria? Non sarà che lo stesso della beatitudine è la nostra condizione naturale?
Se così fosse, non dovremmo andare a cercare luoghi sconosciuti, ma dovremmo capire cosa ci impedisce di sperimentare, qui ed ora, la Gioia infinita di cui narrano i testi tantrici.
 Lo scopo, ambizioso, che Laura ed io ci siamo prefissi quando abbiamo cominciato a scrivere questo libro, il primo di una trilogia sul Tantra e sulla coppia, è proprio questo: trovare e sperimentare un metodo per sciogliere i vincoli che ci impediscono di sperimentare la Felicità senza limiti.
Nella prima parte, LA TERRA DELLA BEATITUDINE, descriveremo le nostre vicende personali, e le coincidenze che ci hanno fatto sperimentare ciò che Laura definisce “la Bolla”, uno stato di grazia che somiglia assai, secondo noi, alla beatitudine di cui si parla nei testi tantrici.

Nella seconda, LA VIA DELLA FELICITÀ - ISTRUZIONI PER L’USO, parleremo invece della teoria della “corda coscienziale”, e delle tecniche Tantriche dell’Ascolto e dell’Accelerazione delle Vibrazioni.

La terza parte, IL SESSO AI TEMPI DELLA BOLLA, sarà invece dedicata alle tecniche sessuali e all’utilizzazione del Piacere, al fine di nutrire e proteggere la Bolla della Beatitudine.

Nella quarta parte, ŚIVA, ŚAKTI E IL MATRIMONIO “VERO”, introdurremo il nostro lavoro sulle “polarità pure”, Śiva e Śakti come archetipi dei principi maschili e femminili.

Nella quinta parte, LA DONNA INTERA, sveleremo, con l’aiuto dei miti tantrici, qual è secondo noi il problema principale, la causa prima del fallimento delle relazioni uomo-donna: l’ignoranza, soprattutto, dell’Uomo, della natura del principio Femminile.

Infine, nella sesta parte, ESERCIZI PER INTEGRAZIONE DEL FEMMINILE, proporremo una serie di pratiche psico–fisiche e di “giochini per la mente” (come li chiama Laura) per prendere confidenza con le Daśa Mahāvidyā, le dieci diverse forme di energia femminile del tantrismo e Laura racconterà le esperienze personali, dieci diverse tappe lungo il cammino per la Consapevolezza.








Un sorriso,
Paolo






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